Il 50° dell’Istituto delle Oblate quali pensieri e quali ricordi le suscita?
Un ringraziamento immenso a Dio mi sale innanzitutto dal cuore per il nostro Istituto. Abbiamo lavorato molto e molto ci siamo sacrificate, ma la Provvidenza ci ha sempre sostenuto. E poi… il pensiero corre a quando sono arrivata tra le Oblate. Sono stata tra le prime. Era l’anno 1951, dopo le feste natalizie. Mi accompagnarono a Oria mia sorella col marito e la madrina di Cresima. Pensavano di condurmi in convento (come me d’altronde!) e, invece, salutato il Vescovo, l’autista stesso ci portò nel palazzo Strafella, da una vecchia signora, che aveva donato la sua casa alla diocesi con il diritto di essere assistita dalle Suore.
I miei parenti non avrebbero voluto lasciarmi lì, discutemmo molto tra noi, mio cognato mi allungò anche il denaro per prendere un taxi il giorno dopo e… tornare a casa.
Io avevo 25 anni e avevo la quinta elementare, ma sapevo tener bene la casa. Avevo già fatto domanda di entrare come Suora in diverse comunità religiose (le Salesiane, le Clarisse, le Adoratrici perpetue, le Benedettine…) e avuto sempre risposte positive, ma mio padre mi aveva sempre impedito di partire.
Era allora parroco di Fragagnano, don Celestino, il fratello del nuovo Vescovo di Oria e un giorno ha detto a un gruppo di ragazze, tra le quali ero presente anch’io: “Mio fratello vuol fondare una Congregazione femminile”. E io, di slancio: “Là andrò io!”.

Filomena Gallo da poco diventata suora Oblata di Nazareth.

Madre generale emerita delle Oblate di Nazareth – Suor Filomena Gallo.