Dobbiamo oggi ricordare che ogni periodo dell’anno liturgico ci evidenzia alcuni particolari fatti od avvenimenti della nostra salvezza; ci invita a meditare sulle verità che quei fatti richiamano ed a praticare quelle particolari virtù richieste da quei fatti e da quelle verità.
– La Quaresima ci ricorda i quattrocento anni della schiavitù degli Ebrei nell’Egitto che si conclusero con la prima Pasqua ordinata dal Signore a Mosè; ma ricorda insieme i quaranta giorni di preghiera e di penitenza di Gesù nel deserto per preparare la nostra salvezza.
Per questo occorre che volentieri rileggiamo quegli episodi della Sacra Scrittura e chiediamo al Signore nella preghiera di aprirci l’intelletto per capire meglio ciò che significano e ciò che Egli vuole da noi e perché muova la nostra volontà per mettere in pratica ciò che ci ha fatto capire.
– La Quaresima quindi ci invita a meditare che noi siamo ancora schiavi di nostre cattive abitudini e come in Egitto furono salvati solo quelli che erano segnati dal sangue dell’agnello pasquale, così noi saremo liberati dalla nostra mediocrità e dalle nostre cattive abitudini se sapremo unirci a Cristo Crocifisso vero Agnello di Dio e lasciarci segnare dal sangue della Sua passione con la pratica della penitenza e dell’Eucaristia.
Noi difficilmente ci rendiamo conto delle difettosità di qualche nostra abitudine. Se ne accorge meglio chi ci sta vicino così come noi ci accorgiamo meglio e ci urtiamo di più dei difetti e delle cattive abitudini ciel nostro prossimo anziché di quelli nostri.
Capita così che quando per es. qualcuno ci avvisa di qualche nostro difetto mettiamo tanto impegno nel difenderci, nello scusarci, nel negare la nostra mancanza.
Questa è una immensa sciocchezza pratica, perché mentre dovremmo ascoltarli volentieri per scoprire o per vedere più chiaramente un nostro difetto, noi non ascoltiamo neppure, per pensare soltanto a scusare la nostra persona. Così finisce che di alcuni difetti non ci accorgiamo mai.
– Siamo poi invitati a pregare in questo periodo con maggior raccoglimento come Cristo nel deserto ed a fare insieme a Lui più penitenze volontarie.
Per poter pregare con più raccoglimento come Gesù nel deserto staremo più attenti, quando ci mettiamo in preghiera, a mettere da parte ogni fatto che ci abbia agitato, a metterci alla presenza di Dio chiedendo al Signore come già il piccolo Samuele: “Parlami, o Signore, che il tuo servo ti vuole ascoltare”.
– Siccome l’abitudine ci porta a recitare le preghiere a memoria, senza pensare affatto al significato delle parole che diciamo, in questa Quaresima staremo più attente e baderemo meglio al senso delle parole e delle frasi che pronunziamo nelle preghiere comuni.
– Staremo più attente per scoprire i falsi ragionamenti che Satana suggerisce quando vuole eccitare la nostra superbia contro il nostro prossimo per qualche torto che ci pare di aver ricevuto o, per qualche rimprovero che ci pare ingiusto.
Pregheremo invece più volentieri per tutto il nostro prossimo, per la nostra Congregazione ed in modo particolare perché il Signore ci mandi buone vocazioni e perché queste trovino tra noi un ambiente fatto di umiltà, di raccoglimento, di reciproco rispetto ed amore, proprio come era la caratteristica della Casa di Nazareth.
Come Gesù digiunava nel deserto dormendo in una grotta e soffrendo tutti i disagi di quel luogo selvaggio, noi cercheremo in questa Quaresima di mortificare i nostri sensi anche per riparare i tanti peccati che si fanno nel mondo.
– Osserveremo con più cura la povertà evitando ogni sciupio di luce, acqua, detersivi, ecc. avendo più cura nell’usare gli oggetti per evitare ogni loro deterioramento.
– Mortificheremo la pigrizia con la prontezza a tutti i segnali della vita comune e con il massimo impegno nel far bene le cose del proprio ufficio.
– Mortificheremo la lingua col non far discorsi inutili e col non cedere agli impulsi della propria ira o della superbia o della vanità.
– Mortificheremo parimenti la curiosità col non occuparci di fatti e di pettegolezzi che non ci riguardano e mantenendo invece il raccoglimento e l’unione a Dio come Maria SS.ma a Nazareth.
– Mortificheremo la gola, anche per riparare i vizi di questo mondo, e ciò sia col non prendere cibo nell’intervallo tra i pasti, limitandoci a prenderlo solo nel refettorio comune e agli orari prescritti, sia mangiando volentieri qualcosa che non è di nostro gusto.
È utile anche privarci di qualche piccola parte dei cibi che più ci piacciono.
Il periodo della Quaresima ci è reso caro anche dal ricordo dell’Annunciazione di Maria che capita in questo periodo.
La devozione a Maria SS.ma ci porti a vivere con Lei questo periodo santo di preghiera e di penitenza.
Quaresima 1983
+ Alberico Semeraro