Nel comune incontro a conclusione degli Esercizi Spirituali fu deciso di dedicare un anno alla preghiera ed all’offerta per implorare nuove e feconde vocazioni.

Cos’è l’offerta? Offerta, o per usare la parola più caratteristica OBLAZIONE (per la quale ci chiamiamo Oblate), è l’impegno di offrire totalmente la nostra persona al Signore perché se ne serva come di cosa Sua, come strumento vivo del Suo amore per le persone che ci fa incontrare. Ma trattandosi di persone vive, le Oblate non basta che abbiano una volta donato se stesse al Signore: è nel corso della loro giornata che in ogni circostanza devono chiedere: Che vuoi da me Signore? Perché in ogni occasione, di fronte ad ogni persona, c’è una scelta da fare; seguire le nostre naturali inclinazioni di simpatia od antipatia, o regolarci secondo ciò che è più conforme ai desideri del Signore?

Non avremo vocazioni se le chiederemo solo con la preghiera; sarebbe troppo comodo per noi, ma sarebbe troppo dannoso per le anime chiamate.

Venendo tra noi se non trovano di fatto in ciascuna di noi questo esercizio di continua “oblazione”, cioè di continua preferenza di regolarci come piace al Signore anziché come piacerebbe alle nostre disordinate inclinazioni, il Signore non può mandarci delle giovani. Esse ameranno di essere Oblate solo se scopriranno in noi la pratica di questa continua obbedienza all’amore di Cristo per quelli che trattiamo, ossia per il nostro prossimo.

Occorre che ciascuna esamini se stessa ma soprattutto accolga gli avvertimenti che riceve con fiducia e con umiltà di cuore. Ciascuna si alleni al distacco dai propri pensieri, dai propri modi di regolarsi e dal credersi insindacabile nelle cose che riguardano il proprio ufficio.

Impostata su queste basi la nostra vita di consacrazione, riceveremo le buone vocazioni che stiano chiedendo e la grazia della loro buona riuscita, con la benedizione del Signore.

7 Ottobre 1985 – Festa della B.V. del Rosario

+ Alberico Semeraro