Quelli, tra il 1953 e il 1965, furono anni di lavoro incalzante e sempre più impegnativo per le Oblate.
Nel 1957, essendo divenuti anziani i domestici fratelli Giovanni e Maria Vacchero che aveva condotto con sé da Taranto, Mons. Semeraro affidò alle Oblate anche la cura dell’intero Episcopio: pulizia della casa, cucina, guardaroba. Anche qui, iniziando il Vescovo radicali lavori di restauro, ampliamento e adattamento, le Oblate vennero chiamate ad assumersi il compito di cucinare per gli ingegneri, per il personale specializzato e gli operai, e a collaborare per gli spostamenti delle camere, dei mobili, ecc.

Così pure, appena il Seminario fu trasferito nella casa dei Missionari di S. Vincenzo, i locali del Seminario furono destinati alla Curia Vescovile e affidati anch’essi alle Oblate per le pulizie quotidiane e per l’apertura e chiusura.

Erano anche gli anni in cui le Oblate si trovarono ad assumere un compito tra i più difficili, quello di custodire e di smistare, per le diverse parrocchie e i centri diocesani di assistenza, tutti i viveri che la P.O.A. inviava in diocesi. Venivano preparati anche i pacchi dono per le famiglie e le comunità bisognose, ma la distribuzione – dati i tempi difficili e l’incontentabilità chiassosa – mise a dura prova la salute e la pazienza delle Oblate.