Nel 1951, al lavoro per il Seminario di Oria si aggiunse anche quello per il Seminario di Campomarino in Maruggio (Taranto). Questo grandioso edificio, residenza estiva dei seminaristi, non era più adatto allo scopo, sia per le gravissime devastazioni subite in tempo di guerra e del dopoguerra, sia per la crescente mondanità della spiaggia adiacente. Mons. Vescovo pensò di restaurarla e di adibirla a sede di colonia permanente per bambini delle famiglie più povere della diocesi, contando anche sugli aiuti economici che per tali finalità si potevano ottenere dallo Stato.
Si aprì così un cantiere di lavoro per il riadattamento dell’edificio e uno per il rimboschimento della superficie antistante e quindi bisognava anche qui cucinare per tutti gli operai, custodire le attrezzature, innaffiare e curare le nuove piante, segnare le spese, ecc.
Cominciò così, per due aspiranti Oblate, accompagnate dall’anziano uomo di fiducia Vincenzo Mola di Oria, un viaggio settimanale di andata e ritorno, con la corriera, da Oria a Maruggio. Da Maruggio a Campomarino si andava a piedi e si rimaneva a Campomarino dal lunedì al sabato.
La località di Campomarino era totalmente isolata d’inverno, senza alcun mezzo di comunicazione con l’esterno: spesso le due Oblate dovevano accontentarsi di un pezzo di pane asciutto al mattino, di una minestra di patate o di fagioli a pranzo e, alla sera, di verdura campestre lessata, condita talvolta col solo aceto, perché l’olio era finito.
Nel 1952 nella sede di Campomarino, anche se i lavori non erano ancora tutti completati, ebbe inizio una colonia elioterapica che, nei due mesi estivi, avrebbe accolto, per diversi anni, centinaia e centinaia di bambini bisognosi provenienti da tutte le parrocchie della diocesi, con la collaborazione di giovani insegnanti.

Seminario estivo di Campomarino.
Per il lavoro della colonia si trasferirono a Campomarino anche le Suore che si erano impegnate nel Seminario, perché questo nei primi anni rimaneva chiuso nei mesi estivi: ma poi, nel 1953, le Oblate si stabilirono a Campomarino e vi rimasero fino al 1973.
Vent’anni nei quali si susseguirono le attività per colonia estiva e colonia permanente, pre-Seminario e Seminario Vescovile, con scuole sussidiate, dato che la località era lontana dal centro abitato.
Periodicamente si svolgevano anche gli Esercizi Spirituali per i Sacerdoti, per l’Azione Cattolica di tutti i vari rami e per gruppi diversi, anche a livello regionale e nazionale.
Vent’anni anche di nuovi numerosi ingressi di giovani tra le oblate, nonostante l’immenso e molteplice lavoro.
“Assoggettarsi alla legge del lavoro per amore, compierlo alla presenza di Dio, per la Sua gloria e per il vero bene dei fratelli” – come recita il primo Regolamento delle Oblate del 1957 – non può essere un punto di partenza, ma un punto di arrivo. Ancor più, “lavorare come Gesù, Maria e Giuseppe a Nazareth, nella gioia di soffrire qualcosa per completare in noi ciò che manca alla Passione di Cristo, a vantaggio della Chiesa”, può sembrare un miraggio, che sfuma all’improvviso.