San Giovanni l’Evangelista dice che Gesù in occasione dell’Ultima Cena “sapendo che era giunta la sua ora di passare da questo mondo al Padre, avendo amato i suoi che erano nel mondo, li amò fino all’estremo”.
Amare è volere il bene della persona amata; “amare fino all’estremo” è volere il massimo dei beni e ricorrere a tutti i mezzi possibili e convenienti per procurare il bene di quella persona.
La massima prova dell’amore ed il massimo di amore è il sacrificio della propria vita, e quindi, di tutti i beni che più la rendono attraente, se tutto questo è necessario o giova alla persona amata.
A vantaggio della persona amata, il massimo dell’amore consiste nel rendere il più completo possibile il suo bene e la gioia che lo accompagnerà, ma anche nel rendere più agevole e meno gravoso il mezzo, la via per raggiungere questo sommo bene e la felicità che ne sarà la conseguenza.
La vita ha due periodi, due tempi.
-Nel primo a fiorire e fruttificare è un giovane arboscello che inaugura la vita.
-Nel secondo tempo, molto più lungo, il primo arboscello è diventato ceppo e non fruttifica più direttamente ma solo attraverso i tralci di ciascun anno e di ciascun angolo del pergolato.
Villa Betania, 24 giugno 1986
+ Alberico Semeraro