La novena della Pentecoste, che è in corso, ci porti a vivere integralmente nell’atmosfera del Concilio Vaticano II, fatta di distacco dal mondo e di apertura agli impulsi dello Spirito, che invochiamo in unione a Maria.
Tale spirito di preghiera, che ha ispirato questi nostri primi passi, continui sempre più intenso nel periodo di lavoro capitolare, i risultati del quale saranno proporzionati alla invocazione che con filiale fiducia avremo rivolto alla Mamma Celeste.
Come lei, infatti, al saluto dell’Angelo si fermò riflettendo e chiedendosi cosa potesse volere da Lei il Signore, così noi, a questa chiamata di Dio e della Chiesa che è il Capitolo Generale, cercheremo quale sia il programma pratico del Signore riguardo a noi, nei tempi del prossimo futuro.
Questo amoroso divino programma riguardo a noi, lo scopriremo attraverso lo studio e le opportune decisioni e deliberazioni che scaturiranno dal Capitolo.
Il Capitolo Generale, infatti, è un esplicito invito del Signore che vuol compiere come una aratura profonda che renda tutte le Oblate simili a terra assetata della semina celeste, e pronta ad accettarla ed attuarla.
Si devono, infatti, accogliere le decisioni del Capitolo Generale, come coloro “che dopo aver ascoltato la Parola con cuore buono e perfetto, la custodiscono e producono frutto con la loro perseveranza” (Luca, 8,15).
La doverosa fede nella sapienza, nella potenza e nell’amore del Signore, richiede che si ponga generosa fiducia anche alle indicazioni di coloro che per un Suo mandato sono stati incaricati di guidarci; ai quali ha detto “Chi ascolta voi, ascolta Me, chi disprezza voi, disprezza Me”.
L’obbedienza ai legittimi superiori, ed alle disposizioni da essi approvate, dobbiamo quindi sempre compierla con vivo amore e pieno abbandono nel Signore. Egli, infatti, ha ben presenti tutti gli effetti che nasceranno da quella obbedienza e “tutto fa cooperare al bene di quelli che lo amano”, come dice S. Paolo.
Uno dei primi risultati, infatti, sarà una stabile pace che regnerà nel cuore di chi obbedisce con fiducia, poiché progetto del Divino Amore è che tra le mutevoli vicende di questa vita, tale pace, che Egli dona, sia caparra della felicità eterna. Perché questa pace, oltre che dono suo, sia anche gloria vostra, il Signore la fa dipendere da vostre giuste scelte e generose decisioni.
Questo vittorioso rinnegamento di idee contrarie è frutto della presenza attiva dello Spirito Santo che, in unione a Maria, come gli Apostoli nel Cenacolo, invocheremo sempre filialmente.
Solo così potremo realizzare noi stesse e l’intero nostro Istituto, come fermento vivo e nuovo, nella società di oggi.
8 giugno 1987
+ Alberico Semeraro