Come Gesù Cristo, la innocenza e la santità in persona, ha immolato totalmente la Sua personalità da Betlemme al Calvario per procurarci la salvezza, così avrebbe diritto di chiedere a ciascuno di noi peccatori di umiliare volenterosamente la nostra personalità in tutte le sue manifestazioni, per glorificare solo la Sua, in atto di riconoscenza, di giustizia, di amore, di riparazione.
Nella Sua predilezione però non chiede ciò a tutti nella stessa misura, ma propone ad anime generose di farlo a vantaggio di tutti.
A me ed a te lo ha chiesto in questa integrità di donazione totale non dal principio ma come nel mezzo della nostra vita.
Che significa questa immolazione volontaria e totale, che Egli solo può chiedere ed è un immenso dono che, da parte nostra possiamo realizzare solo accettando umilmente e generosamente?
Immolazione volontaria e totale significa tre cose:
1°: – che tenendo in minor conto tutto il resto, dobbiamo preferire in ogni momento ciò che la fede ci insegna e ci chiede, a ciò che suggerirebbe il nostro umano ragionare.
2°: – che dobbiamo preferire in ogni cosa ciò che è volontà di Dio, espressa attraverso l’obbedienza alle leggi, alle disposizioni ed ai Superiori che Egli ha scelto e ci ha indicati a questo scopo; dobbiamo preferire, tutto ciò, ai migliori progetti che nascono in noi, ma contrastano o differiscono dalla Volontà di Dio, manifestata come sopra.
3°: – che dobbiamo far di tutto perché la gente che tratta con noi si interessi del Signore, Lo conosca meglio, Lo ami, combattendo il desiderio di essere stimati noi stessi.
Bisogna che, ogni giorno più, “Egli cresca (nella stima e nell’amore degli uomini) ed io diminuisca” diceva giustamente S. Giovanni Battista.
“Non giudicate, non condannate”, dice Gesù.
Una chiarissima volontà di Dio è che io non giudichi gli altri o li critichi, ma li veda e li ami tutti come creature che il Signore ha creato con immenso amore e che vuol far servire per la mia santificazione. Tanto le loro virtù quanto i loro stessi difetti, sono tutti mezzi da Dio destinati al nostro progresso.
Il disprezzo o la dimenticanza che essi possono avere per me è il mezzo più prezioso perché io possa accettare con gioia d’essere messo all’ultimo posto; le lodi, invece, che essi anche in buona fede mi fanno, sono sempre una grave tentazione perché io mi innamori di me stesso e quindi si risvegli o si accresca il pericolo satanico dell’amor proprio mio verso me stesso.
Quest’ultimo è sempre in contrasto al puro amore misericordioso che il Signore ha per me e per i miei prossimi, come è in contrasto a quello totale ed esclusivo che io devo avere per Lui e per quelli che Egli mi comanda di amare.
Questo è il progetto di Dio per me, a cui Egli tiene tanto ed al quale devo collaborare con il mio raccoglimento, con lo studio amoroso delle Sue opere (Creazione e Redenzione), con la sempre più viva ammirazione per Lui e disprezzo per me stesso, con lo sforzo di non mettermi mai in vista per la mia vanità.
Gran segreto di riuscita è l’obbedire sempre prontamente ad ogni disposizione, senza stare ad impuntarmi sui miei punti di vista, anche se mi sembrassero migliori. Altrettanto vale la cura di non usare preferenze ed atti per fare affezionare gli altri più alla mia persona che non alla Comunità e Consorelle tutte indistintamente, come già detto sopra.
10 luglio 1973
+ Alberico Semeraro