Praticando una frequente ricerca di nuovi confessori, la nostra anima continua ad illudersi di essere sulla buona strada ed a convincersi che a sbagliare sono “gli altri” compresi i Superiori con i loro richiami; questa preferenza per il proprio giudizio e questa sistematica esclusione dei consigli e delle osservazioni dei nostri Superiori produce anche un altro grave danno: anche la Comunione Eucaristica resta infeconda e sterile, perché il Signore non agisce dove l’anima disprezza il prossimo per restare attaccata a sé stessa.
Una pratica di questo genere è pericolosa assai: perché mentre si resta più o meno soddisfatti per lo scopo ottenuto, non ci si accorge più, a poco, a poco, che si sta perdendo di vista lo scopo vero del Sacramento che è la conversione, ossia, la totale rinunzia alle nostre ambizioni e passioni personali, per far vivere in noi i sentimenti di Cristo Signore.
È il primo necessario passo per diventare discepoli di Gesù che come prima cosa ha prescritto: “rinnega te stesso”, e poi “prendi la tua croce e seguimi”.
9 giugno 1973
+ Alberico Semeraro