Ricevendo con gioia le osservazioni ed i suggerimenti e mettendoli in pratica con altrettanta gioia e fiducia, si diventa assai più amabili a Dio (“se non vi farete come questo fanciullo”) ed al prossimo, che ne resta edificato e meravigliato.
Cercate di indovinare i gusti e le preferenze delle persone (maggiori o minori) con le quali avete a trattare, per accontentarle come meglio è possibile in tutto ciò che è bene o anche solo di loro gusto, sapendo e pensando che Cristo lo considera fatto a Sé.
Domandate volentieri cosa preferiscono, cosa piace di più a loro, come vogliono che voi vi regoliate nelle faccende, nel modo di presentarvi, di muovervi, di agire, ecc. ecc …
Osservate con molta attenzione il loro modo di trattare gli altri Ospiti, Visitatori, per imparare anche voi ad essere più brave in ogni circostanza.
La gioia di ricevere osservazioni non significa leggerezza o trascuratezza per ciò che vi dicono (che anzi di questo terrete gran conto), ma solo vittoria sull’orgoglio di credersi già brave.
Siamo sempre contenti di scoprire i nostri limiti, siamo sempre contenti di veder scoprire i nostri difetti o di sentirne parlare; così come saremo sempre contenti di scoprire le capacità altrui e di parlarne noi stessi o sentirne parlare delle altrui perfezioni e capacità, perché è questo il piano di Dio nel Suo amore.
Ci ama per la nostra piccolezza e semplicità: ossia per farci vincere il nostro principale nemico che è l’orgoglio, vuole che pensando e guardando agli altri vi ammiriamo i doni Suoi (che sono anche a nostro vantaggio), ma pensando a noi stessi, consideriamo cosa non nostra ciò che ci può essere di buono in noi (perché dono di Lui) e consideriamo la nostra piccolezza e la nostra incompletezza la ragione principale per cui ci ama; così come la mamma si intenerisce per la piccolezza e la debolezza del suo bambino.
Roma, 23 luglio 1971
+ Alberico Semeraro