La mia fugace apparizione tra voi e la vostra cara lettera mi lasciano vivissimo desiderio di una visita a voi, più calma. Spero nella prossima settimana.

Intanto vi do un “acconto” con la presente.

Solo l’obbedienza vi ha chiesto di affrontare la vita a Bari e voi vi siete mosse, rinnovando la completa offerta di voi stesse al Signore, per adempiere in pieno i suoi programmi e la sua volontà: è quella offerta che vi costituisce, di nome e di fatto, sue Oblate e che costituisce la piena decisione di corrispondere, come meglio potete, al suo amore infinito.

Devo insieme ricordarvi che questa totale e generosa “offerta” di voi stesse al Signore, nell’esercizio sereno di filiale obbedienza, è la più amara umiliazione per il nemico della gloria di Dio e delle vostre anime; tenterà quindi tutto il possibile per confondere le vostre idee, e farvi dubitare della necessità, dell’utilità di ciò che fate, delle ragioni che hanno mosso i Superiori, della possibilità che non si siano resi conto della reale situazione o si siano illusi, ecc .ecc …

Siate vigilanti! I Superiori, in quanto creature umane, possono anche illudersi o sbagliare in qualcosa o essere mossi da sentimenti discutibili, ma il Signore che ha costituito gli ordinamenti ed assegna l’autorità, ne ha previsto anche l’uso che i Superiori ne faranno e ne ha minutamente previsto gli effetti: perciò quando ci lasciamo guidare dalla filiale obbedienza non occorre preoccuparsi di discutere se i Superiori erano ben a conoscenza di ciò che sarebbe successo: essi forse lo sapevano o non lo sapevano ma il Signore certamente lo sapeva.

Egli aveva ben davanti le situazioni che noi non conoscevamo ancora ed aveva tutto predisposto perché tutto concorresse al maggior bene di quelli che fidando in Lui, avrebbero obbedito senza troppi ragionamenti sulle opportunità, sulla convenienza, ecc.

“Tutte le cose cooperano al bene di chi ama il Signore, di coloro che per un disegno di Lui son chiamati ad essere santi” (S. Paolo nella lettera ai Romani, cap. 8, 28).

Siate dunque fiduciose: la situazione vostra, le vostre difficoltà sono ben presenti al suo Cuore, al suo Amore, e non c’è cosa umana che possa guastarle, se non una sola: la nostra fiducia.

Le materie delle scuole sono difficili; non avete la preparazione adatta che hanno le altre studenti; gli insegnanti sono esigenti, il tempo è poco …

Intanto la materia più importante, quella in cui dovete principalmente diventar brave, non è la matematica o la geografia, o la storia o l’italiano o le scienze, ecc … La materia più importante è quella di lasciarvi guidare dalla fiducia nell’Amore Infinito di Dio che sa come stanno le cose e vuol guidarvi ad un bene di stupenda bellezza che voi neppure potete immaginare: vi vuol guidare e lo sa fare e lo può fare, se non mettiamo in mezzo i nostri ragionamenti contrari, che ci sembrano così dritti!

Voi studierete con la maggior cura, perché lo vuole Lui, studierete e chiederete spiegazioni e accetterete osservazioni e correzioni, per essere più gradite a Lui. E se, malgrado i vostri buoni sforzi, talvolta farete o vi sembrerà di fare cattiva figura o avrete risposte che umiliano od amareggiano, non vi perdete in inutili rimpianti o recriminazioni: non è Egli un Padre infinitamente amorevole e sapiente e potente? Se vi chiederà questa umiliazione, talvolta, è perché sa che vi sarà immensamente più utile e preziosa di ogni altro trionfo o di ogni altra riuscita.

“Non si vendono due passeri per un soldo? Eppure neppure uno di essi ne casca a terra senza il volere del Padre vostro … e voi valete ben più di molti passerotti!” (Mt.10, 29).

Se sarete e diventerete sempre più brave in questa fiduciosa serenità, conquistata cacciando via i pensieri contrari, già sarà stato abbondantemente ripagato il sacrificio della vostra dimora a Bari e della frequenza alla scuola.

Cacciata via ogni eccessiva preoccupazione e paura, fiduciose nel sentirvi “proprietà di Dio”, gioiose nel ripensare che Egli può disporre di voi come vuole, mandandovi dove crede e come crede; felici di poter sempre ripetere in voi stesse; “Signore, sto qui perché mi vuoi qui; faccio quello che Tu mi ordini, perché son felice di essere tua ancella e non “a mezzo servizio” ma totalmente e senza riserva; sono tua Oblata, ti appartengo totalmente e puoi disporre di me come vuoi, senza manco chiedere il mio permesso!”.

Libere da preoccupazioni e da ragionamenti vostri, liete e decise di appartenere totalmente a Dio, cercherete di rendervi amabili, per Lui, alle vostre insegnanti, alle compagne di scuola, ai vostri padroni di casa, a tutti.

Perché Egli vi vuole allo studio, studierete con calma e con impegno, aiutandovi l’un l’altra senza egoismo, chiedendo spiegazioni e procurandovi i libri e vedrete che in tutto farete miracoli anche se talvolta il Signore, per liberarvi dell’orgoglio, permette che facciate meno buona figura.

Nei successi e nelle sconfitte siate sempre “ancelle serene di Dio” e vedrete che riuscirete perfettamente non solo in questo studio, ma anche in tutto il resto, che è il più difficile ed importante.

19 novembre 1960

+ Alberico Semeraro