Il Signore per che cosa ci ha scelte, ci ha chiamate e ci ha fatto uscire dalle nostre famiglie? Queste erano e sono buone famiglie cristiane che vivono in una misura di fede quale può bastare per la loro vocazione.
La nostra vocazione è diversa, è sulla linea di quella della Sacra Famiglia di Nazareth.
Maria SS.ma era destinata ad essere madre non di pochi figli nati da Lei, ma madre di molti e molti figli anche indegni peccatori, e perciò non doveva contentarsi delle inclinazioni naturali che nascono in una buona madre ordinaria, ma doveva essere piena di grazia ed intimamente unita a Gesù, con un superiore spirito di fede. Perciò Elisabetta poté dirle: Beata te che hai crèduto che si realizzeranno le cose che ti sono state dette“.
Noi però non siamo nate piene di grazia ma essendo state chiamate dal Signore a diventare Sue collaboratrici, con la nostra vita consacrata, dobbiamo allenarci a vivere in un grado di fede che supera di molto quello delle nostre buone famiglie cristiane.
Il Signore che è fedele si è impegnato a darci tutto l’aiuto necessario, ma ce lo dà di pari passo al nostro impegno di lasciarci aiutare da Lui sia direttamente, sia attraverso quelli che ha scelto per noi.
Tu, Oblata di Nazareth, come potrai diventare discepola e collaboratrice di Maria, Madre di misericordia se vuoi allenarti solo con gente senza difetti o con difetti leggeri, che non ti allenano ad essere misericordiosa come la tua Madre e Maestra?
Ecco allora una grandissima verità. I difetti che incontri sono stati tutti scelti e predisposti dal Signore perché ti alleni prima a scoprire quanto sei poco paziente, misericordiosa, comprensiva tu ed allenandoti a vincere questi difetti tuoi, sempre sotto la guida e con l’aiuto della Maestra, riuscirai poi a collaborare con Lei per la guarigione dei difetti altrui.
Allora ecco un fatto a cui non pensavi: il Signore e Maria SS.ma non faranno cadere questi difetti delle tue vicine se prima non scopri e t’industri a combattere, sempre in unione ad esse i difetti tuoi che tu non conosci e non hai superato, per cui non sai compatire e non sei in grado di aiutare gli altri a superare i difetti loro.
10 maggio 1989
+ Alberico Semeraro