Ricevemmo la vostra lettera con la dettagliata descrizione di tutti i personali vostri sacrifici e del benevolo interessamento ed aiuto che da tante parti incontraste per la inaugurazione della Casa a Petropolis: la Divina Provvidenza ha voluto, così, darci una ulteriore espressione del suo compiacimento per l’impresa brasiliana che pure è costata tanti sacrifici anche per l’Istituto.
Ma per noi, per voi, e per tutti, valgono gli avvisi del Salmo 126, che tutti dobbiamo rimeditare sempre più spesso: scopo essenziale della nostra vita, infatti, non sono le pur importanti attività che ci sono affidate, ma l’allenarci sempre più, nello svolgere tali attività, a servire con tutto l’amore il Signore, ed il prossimo, che Egli ci affida o ci fa incontrare.
Questa presenza di Cristo in noi ci deve rendere sempre più impegnati nel combattere la nostra pigrizia e l’attaccamento alle nostre idee ed ai nostri gusti, per regolarci in ogni caso conforme ai desideri ed agli esempi di Cristo “che si è fatto obbediente fino alla morte” (Fil. 2, 8).
Vi dico tutto questo perché condivido in pieno le difficoltà ed i sacrifici che la lontananza vi comporta, ma so bene che anche la Vergine Maria portò gioia, pace e luce di fede nella Casa di Elisabetta e Zaccaria, casa tanto lontana da Nazareth.
Se tutti insieme viviamo come Maria e con Maria, saremo tanto vicini anche tra noi.
Roma, 20 maggio 1989
+ Alberico Semeraro