Riportiamo alcuni brani tra i più significativi dell’appassionata Omelia tenuta per l’occasione dal Cardinal Salvatore De Giorgi, che fu prima Ausiliare di Mons. Semeraro dal 1973 e successivamente Vescovo di Oria dal 1978.
“… Ha amato la Chiesa con incondizionata fedeltà, con perenne amore e soprattutto con la preghiera quotidiana: tre caratteristiche salienti della sua spiritualità sacerdotale, convinto com’era che non si può essere uniti e fedeli a Cristo se non si è uniti e fedeli alla Chiesa, e che la fedeltà è dono dello Spirito da invocare con la preghiera. Una convinzione espressa frequentemente con la stimolante immagine biblica della vite e i tralci.
L’amore alla Chiesa è soprattutto amore ai Successori dell’Apostolo Pietro, sul quale Gesù l’ha edificata col mandato di pascere il suo gregge e di confermare i fratelli nella fede, nella speranza e nella carità.
… Del Regno di Cristo Mons. Alberico è stato un abile e apprezzato comunicatore. Lo è stato a livello popolare. Il suo annuncio, profondo nei contenuti, fluido nello stile, comprensibile nel linguaggio, evangelico nel metodo col ricorso alle Parabole, sia nelle lettere come nelle visite pastorali è stato il tratto più saliente del suo ministero di pastore, saggio e prudente, umile e paziente, gentile nei modi ma fermo nelle decisioni.
… Ha cercato di preparare e aprire la diocesi alle nuove istanze religiose, culturali e sociali del dopoguerra.
Si è preoccupato della formazione umana, spirituale, culturale e pastorale del clero … Si è preso cura a volte personalmente dei seminaristi, con costante attenzione ai problemi del seminario. Si è premurato in particolare della formazione di un laicato maturo, capace di rispondere alle nuove esigenze di una Chiesa tutta missionaria.
Convinto che l’evangelizzazione non può essere disgiunta dalla integrale promozione umana, ha dato vita a molteplici opere e iniziative a servizio dei malati, degli anziani e dei bambini”.