La commemorazione del decimo anniversario del pio transito alla casa del Padre di S.E. Mons. Alberico Semeraro ravviva in me e, credo, nella Chiesa Diocesana di Oria, la Sua presenza spirituale che, nella realtà della comunione dei Santi, rinvigorisce la mia fede – speranza – carità nella prospettiva della vita eterna, così come professiamo nella nostra fede: “credo nello Spirito Santo, la santa Chiesa Cattolica, la comunione dei Santi, la remissione dei peccati, la resurrezione della carne, la vita eterna”.
Per me il vescovo Alberico è stato un vero padre nella fede. Fu Lui a conferirmi il sigillo dello Spirito, ad accogliermi nel Seminario diocesano e regionale, a seguirmi, in continuità, nel mio cammino vocazionale, conferendomi il suddiaconato, il diaconato, il presbiterato. Mi educò all’obbedienza nella fede e a fidarmi sempre di Dio; mi iniziò al ministero della carità pastorale affidandomi compiti delicati ed impegnativi, quali quelli di padre spirituale nel Seminario Minore, di educatore nel Seminario Liceale regionale di Taranto, di guida spirituale delle Oblate di Nazareth, da lui fondate.
È stato, inoltre, un testimone di speranza. Il suo episcopato trentennale si svolse in un’epoca di passaggio, dal Concilio di Trento al Concilio Vaticano II. Egli, da padre conciliare, approvò tutti i documenti del Vaticano II, li recepì ed iniziò ad attuarli nel rinnovamento della Chiesa, vista dal Concilio come “mistero di comunione e di missione”. Affrontò ogni non facile situazione con la forza della fede e con indomita speranza esercitando ogni virtù, ed in modo particolare, la pazienza e la misericordia, sempre fedele alla sua missione profetica, sacerdotale, regale di vicario di Cristo.
Esercitò la carità pastorale annunciando il Vangelo, celebrando i sacramenti e dedicandosi con maestria alla formazione permanente del Clero e dei seminaristi, dei laici e della vita consacrata; all’educazione dei fanciulli delle parrocchie attraverso le colonie estive, tenute dalle Oblate di Nazareth, all’accoglienza dei ragazzi abbandonati a se stessi; al discernimento vocazionale; alla pietà popolare rendendo pienamente accogliente il Santuario di S. Cosimo alla Macchia con strutture di culto e di ricreazione per le famiglie. Un’opera che lo impegnò tantissimo, e per la quale soffrì non poco, e l’istituzione della Congregazione delle Oblate di Nazareth, riconosciuta a livello pontificio.
Gli scritti di Mons. Semeraro sono una sorgente di spiritualità che orienta, ristora, spinge alla perfezione dell’amore verso Dio e verso il prossimo. In questo anno sacerdotale, e così in seguito, faremmo bene a leggerli e a meditarli; ne trarremmo certamente grande profitto, perché ci aiutano ad essere fedeli a Cristo come Cristo è fedele a noi.
Con la Chiesa di Oria, di cui mi sento sempre figlio innamorato e grato, esprimo il rendimento di grazie alla SS. Trinità per il dono dell’episcopato di Mons. Alberico Semeraro; invoco dal “Padrone della messe” che, secondo il suo motto episcopale “spes messis in semine”, continui a donare a questa meravigliosa Chiesa Oritana numerose e sante vocazioni alla vita familiare, alla vita sacerdotale, alla vita consacrata maschile e femminile, alla vita apostolica laicale.
Il Signore abbia nella Gloria dei Santi il suo servo fedele Alberico Semeraro e quanti volle legare al Suo ministero sacerdotale ed episcopale. Amen.
Mons. Giovan Battista Pichierri – Arcivescovo di Trani – Barletta – Bisceglie