È presente nel mio cuore e nella mia vita, la cara immagine del Vescovo Alberico Semeraro.
I miei rapporti con Lui furono particolarmente intensi a prescindere da quelli derivanti dall’appartenenza alla stessa famiglia. La santa Mamma infatti di Mons. Alberico era sorella di mio padre Paolo: due anime di grande spessore spirituale.
Formato al Sacerdozio nel Pontificio Seminario Romano Maggiore al Laterano, dove lasciò un profondo segno della Sua intelligenza e della Sua bontà, dopo la Sua Ordinazione Sacerdotale avvenuta in Roma nel 1925, fu chiamato in Diocesi dall’allora Arcivescovo Orazio Mazzella che gli affidò delicati incarichi. Con Lui un’era nuova si aprì per la Diocesi, sicché quando, terminati i miei studi nel 1936 a Roma, fui chiamato in Diocesi dall’Arcivescovo Mons. Ferdinando Bernardi, trovai in “ don Alberico” una guida per i miei primi passi nel campo dell’apostolato e un esempio da seguire. Mi fu saggio consigliere in tanti momenti particolarmente difficili, come quelli vissuti durante la guerra.
Quando fu eletto Vescovo della Diocesi di Oria fu per me e per tutti una grande gioia, pur sapendo che la Diocesi di Taranto si privava di una preziosa presenza sacerdotale, di un grande educatore.
Come Vescovo della vicina Diocesi di Oria, Mons. Alberico ha manifestato tutte le Sue ricche risorse intellettuali e pastorali, con iniziative geniali e molteplici attività.
Non compete a me dare un giudizio del Suo lungo Episcopato, ma sono certo che tra le Sue opere emerge la Fondazione di un Istituto Religioso, “Oblate di Nazareth”, riconosciuto di Diritto Pontificio ed ora presente anche in altri Paesi.
20 novembre 2002
Mons. Guglielmo Motolese – Arcivescovo