Dopo la lettura delle risposte ai vostri Questionari, non posso non ammirare i buoni propositi e l’umile riconoscimento delle lacune che voi stesse avete notato, insieme al desiderio di una ripresa che vi porti alla completezza della vostra consacrazione.
Vi espongo ora il mio pensiero riguardo a tali risposte:
Questa revisione, che Dio ci chiede con il Capitolo Generale è un preciso invito del Signore Gesù e della Sua Mamma Celeste a non contentarci dei passi già fatti e restare in una vita mediocre; Gesù infatti dice a noi, come al giovane del Vangelo, che già osservava i Comandamenti: “Se vuoi essere perfetto, và, vendi quello che possiedi … e avrai un tesoro in cielo; poi vieni e seguimi”. (Mt. 19,21).
Dalle su indicate risposte al Questionario risulta che c’è ancora qualcosa in noi, a cui non abbiamo decisamente e completamente rinunziato ed è questa la situazione per cui viviamo in un clima di scontentezza, come il giovane del Vangelo.
La vita di consacrazione, infatti, comporta impegni ben precisi: non basta aver lasciato la famiglia, la propria casa, l’aver emessa la Professione temporanea o perpetua; queste cose erano necessarie, ma non sono tutto; sono solo la prima parte del nostro cammino verso Nazareth; Occorre rendere totale e senza interruzione od incertezze la nostra consacrazione, che è e deve realizzarsi come totale dono di amore di noi stessi a Cristo, fedelmente e generosamente amato, per vivere con Lui ed in Lui il mistero di cooperazione alla salvezza del mondo.
Invece, se permangono ancora in noi l’amor proprio, i ragionamenti ed i risentimenti contro ciò che la carità e lo spirito di obbedienza ci richiedono, la differenza di amore e di buone maniere verso l’una e l’altra delle Consorelle, ecc., non abbiamo ancora praticato quell’invito del Signore: “Và, vendi ciò che hai e poi seguimi”. Sarà questa la vendita di tutto ciò che abbiamo per acquistarci il campo dov’è nascosto il tesoro (Mt. 19,21, 23-24), tesoro che è la stabile dimora di noi in Cristo e di Cristo in noi, per la salvezza nostra e del nostro prossimo.
Questa disposizione profonda di amorevole cooperazione è l’atteggiamento evangelico di Maria SS.ma che nella fede e nell’umile servizio è rimasta disponibile fino all’estremo. Questo “sì” vitale ed incondizionato al comandamento di Gesù “amatevi come io vi ho amati”la Madonna ci invita a viverlo nell’oggi di ogni giorno, attenti agli appelli degli uomini e agli orientamenti della Chiesa nella pace e nella gioia e irradiandola in tutti quelli che la Provvidenza ci fa capitare vicino.
Alberobello, 22 agosto 1980
+ Alberico Semeraro